Da Formazione a Coaching: l’aspetto chiave per il tuo investimento

23 Aprile 2021 / By Laura Pettinau
Tempo di lettura: 7 minuti
Perché la Formazione ha bisogno di diventare 1 Coaching affiancato?

Nel nostro percorso di formazione in affiancamento ci siamo accorte fin da subito della difficoltà dei nostri clienti-studenti nell’apprendimento.

No, non per la difficoltà delle strategie, ma per la paura di non farcela, di non essere all’altezza o di perdersi durante le varie fasi del processo.

Ecco alcuni strumenti (molto potenti) che aiutano l’apprendimento e quindi la massimizzazione del tuo investimento (con noi e con qualsiasi altro corso formativo).

Partiamo subito con il definire cosa è il coaching:

è un processo di facilitazione il cui unico scopo è quello di guidare l’imprenditore o il membro del team (il cochee) al raggiungimento del proprio personale obiettivo, partendo dal presupposto che ogni individuo è perfetto e detiene tutto il potenziale necessario per il raggiungimento dell’obiettivo.

Già nel XIX secolo in ambito universitario inglese gli studenti definivano i propri migliori “tutor” come “coach” mettendo in evidenza il passaggio da una figura che “dà sicurezza”, in quanto studente più anziano, ad una figura di vera e propria
guida, complice nel condurre lo studente al raggiungimento del completamento del percorso universitario.
(fonte Wikipedia)

La formazione e i suoi ostacoli: Dall’entusiasmo alla Realtà.

Una delle domande che ci poniamo nel momento in cui approcciamo un percorso di formazione è come trasferire una grande mole di informazioni specifiche e dettagliate, nel più breve tempo possibile, sia all’interno della nostra mente che all’esterno, nella nostra realtà “oggettiva” di lavoro quotidiano.

Ci chiediamo se saremo in grado di comprendere le strategie, di adattarle al nostro albergo, a noi stessi in quanto albergatori e ai nostri attuali o futuri dipendenti, ai fornitori e ai clienti?

Ci chiediamo se saremo in grado di misurarle ed infine, di raccogliere i frutti del nostro investimento.

La nostra mente corre velocemente mentre i nostri occhi restano fissi sullo schermo del pc davanti al pdf della lezione o magari, cuffie nelle orecchie, ci rendiamo conto di essere già a metà lezione audio ma con l’idea di non aver colto “la melodia”, la strategia e la struttura del messaggio sino ad arrivare alla percezione, da un lato, di sapere già come fare, perché in fondo lo abbiamo fatto sino a poco prima, quando abbiamo deciso e acquistato una nuova formazione o, dall’altro lato, di non sapere proprio come fare e perché farlo, abbandonando ciò che già sappiamo fare e che conosciamo bene.

Come rendere la formazione una strategia vincente nel tuo HOTEL

Vuoi sapere come rendere il coaching l’aspetto chiave della formazione?

Innanzitutto concentrati sull’Autocoaching: ti aiuta a trovare la strategia di apprendimento per crescere.

 
Il modello g.r.o.w.
 
Fissa l’obiettivo e fai “G.”OAL 

L’obiettivo in questo caso è relativo alla percezione interna di aver già raggiunto il
risultato. È come un “meta obiettivo” che include, oltre ad aver appreso la formazione nei suoi contenuti, anche quello di aver raggiunto la consapevolezza di aver trovato il mio “personale perché”.

Dentro un “R.”EALITY

Domande quali:

“come sento di aver compreso? Come so di aver raggiunto la piena
soddisfazione?”

ci invitano a compiere un secondo fondamentale passaggio: la capacità di guardarci in uno specchio e di osservare la rappresentazione della nostra realtà, di prendere le distanze da noi e di notare e annotare tutte le sfumature che non cogliamo quando restiamo nella nostra posizione, nelle nostre abitudini e nelle nostre convinzioni.

Ciò che vedo, quelle sfumature, sono i miei punti di debolezza, ma soprattutto i
miei punti di forza, quelle risorse che inconsapevolmente utilizzo per raggiungere i miei obiettivi.

Il coaching ci invita in questo all’esercizio della consapevolezza fatta di piena attenzione. L’attenzione sposta quindi il focus dall’esterno (la formazione) all’interno (cosa c’è qui per me? La formazione interiorizzata).

 
O come “O.”PTIONS

L’intenzione positiva e l’allargamento della cornice di riferimento.

Cogliere le opportunità, adottare un linguaggio che consenta di vedere le cose da diverse prospettive, esercitarsi all’ascolto attivo, adottare punti di vista differenti (quello del proprio dipendente, del proprio cliente, del collega di corso, del mentore) durante la formazione offrono supporto e sostegno per il raggiungimento dell’obiettivo.

Sono le opzioni sotto il mio diretto controllo a offrirmi le opportunità.

 
“W.”ILL: La volontà

Ora che ho capito cosa devo fare, la mia mente mi chiede insistentemente come, come e ancora come fare?

La risposta arriva ancora una volta se sono in grado di coglierla attraverso l’obiettivo, nel guardarmi come in uno specchio e nel cogliere tutte le opportunità che mi si presentano.

Nella volontà,  nell’essere disposto a adottare il processo di coaching come strategia di apprendimento.

Come (ancora come???) sarò in grado di capire che il metodo è quello giusto?

 
“GROW”: Ecco come “crescere” nella formazione

Quanto hai appena letto è la strategia che ti propongo per approcciare d’ora in avanti la nostra MasterClass o qualsiasi corso formativo tu o la tua squadra stiate implementando.

Dichiarare e vivere l’obiettivo come risultato già raggiunto.

Percepire che la formazione è solo un processo che mi porta al raggiungimento dell’obiettivo e non è essa stessa l’obiettivo.

Continuare a vedere, sentire e percepire in ogni momento, durante la formazione, la sensazione intima e personale dell’aver raggiunto l’obiettivo.
Modificare il punto di vista ogni volta che ne ho l’opportunità.
Chiedermi cosa sono disposto a fare in ogni momento per portare a compimento il processo di formazione trasformando il mio obbiettivo nel risultato e… farlo!

 

Questo è il mio coaching dell’apprendimento e da oggi potrà essere anche il TUO!

 

Disclaimer. Il modello GROW inserito nell’articolo è solo uno tra i tanti (Modello iceberg, SMART etc…) utilizzati nel coaching.

La scelta di citarlo in questo contesto è data dalla mia sintonia col testo Coaching for Performance del 1992 – di Sir John Whitmore, uno dei primi da me studiati per approcciarmi al Coaching.

So che ti stai chiedendo come puoi concretamente applicare la teoria alla tua realtà e non perché leggo nel tuo pensiero
*(questa è proprio una di quelle cose che il coaching ci insegna a non fare MAI!)*

ma perché ci sono passata prima di te e invece che lasciare nel cassetto i potenti strumenti che mi offre il Coaching, ho iniziato ad utilizzarli, prima su di me e poi con i compagni di corso che me ne hanno dato l’opportunità  😊

Vivi l’obiettivo come se lo avessi raggiunto: quando ho operato per la prima volta sul pricing della mia struttura ho indossato la giacca del Revenue Manager pur non essendolo per competenze o “anzianità di servizio” questo mi ha permesso di percepirmi, fisicamente e mentalmente, in atteggiamenti di sicurezza nell’approccio al pricing : portamento eretto, sorriso in volto, muscoli del viso distesi…

Vedermi seduta alla scrivania, nel riempire le caselle di Excel, compilare gli indici di revenue dell’anno precedente, inserire i set tariffari, sentire la mia voce commentare con sicurezza numeri e formule conosciute sì, ma mai utilizzate prima, mi ha portato a realizzare l’obiettivo aziendale affidatomi, rendendo nulle, o quasi, le interferenze al raggiungimento dello stesso, incrementando la mia performance e raggiungendo il risultato atteso dall’azienda.

 

 

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About The Author

Laura Pettinau

Ascoltare, domandare e poi ascoltare ancora, perché la risposta arriva sempre da dentro di noi. L'albergo è il suo habitat naturale, appassionata per la vendita, ambiziosa, determinata e orientata al risultato con un pizzico di sana resilienza. . “Ieri è passato. Domani non è ancora arrivato. Abbiamo solo oggi: cominciamo." [Madre Teresa di Calcutta]

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